Tra il soggettivo e l’oggettivo. Per una lettura positiva della Dialettica trascendentale di Kant

Annapaola Varaschin

Resumen


A una lettura superficiale la Dialettica trascendentale della Critica della ragione pura potrebbe essere considerata la semplice controparte negativa della costituzione di una metafisica immanente all’esperienza, operata da Kant nell’Estetica e nell’Analitica trascendentale: dal momento che la conoscenza umana deriva esclusivamente dall’applicazione di concetti a intuizioni attraverso la mediazione di schemi, una conoscenza che faccia uso di concetti indipendentemente da schemi e intuizioni, al fine di rivolgersi a oggetti che trascendono i limiti dell’esperienza possibile, risulta infondata per noi. La Dialettica sarebbe in questo senso indirizzata a mostrare tale infondatezza, allo scopo di rafforzare la posizione kantiana smontando l’imponente edificio della metafisica trascendente, che nella sua declinazione leibniziana e wolffiana dominava la filosofia tedesca del diciottesimo secolo.
A riprova dell’impossibilità di una valida conoscenza non fondata sull’esperienza, Kant utilizza un termine con una connotazione prettamente negativa per indicarne l’origine, attribuendola a un’illusione trascendentale [transzendentale Schein]: a causa di essa “accade che la necessità soggettiva di una certa connessione dei nostri concetti a favore dell’intelletto venga considerata come una necessità oggettiva nella determinazione delle cose in se stesse [Dinge an sich selbst]” . L’illusione trascendentale si verifica cioè nel momento in cui principi e massime dettate dalla natura della nostra soggettività vengono scambiate per oggetti, che data la loro occultata origine soggettiva, non possono avere alcun corrispettivo nell’esperienza, trascendendone in tal senso i limiti. L’applicazione delle categorie a oggetti non provenienti dall’intuizione sensibile produce erronee conoscenze sulla natura di tali oggetti, che non potrebbero al contrario essere in alcun modo giudicati da un pensiero correttamente guidato dalla critica, neppure riguardo la loro semplice esistenza.


Palabras clave: Dialectic - Transcendental idealism - Noumenon - Ideas - Subjectivity

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DOI: http://dx.doi.org/10.5281/zenodo.3355815

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